Gonfiore addominale: cosa mangiare (e cosa evitare) per stare meglio
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Il gonfiore addominale è uno dei disturbi che sento nominare più spesso in studio. Non è quasi mai un problema serio, ma è fastidioso, e la buona notizia è che spesso si può migliorare parecchio solo intervenendo su come e cosa mangiamo.
Da cosa dipende, di solito
Il gonfiore nasce quasi sempre da una combinazione di fattori: fermentazione intestinale di alcuni alimenti, aria ingerita mangiando troppo in fretta, squilibri del microbiota, o semplicemente pasti troppo abbondanti. Non c'è quasi mai un solo colpevole.
Alimenti che spesso peggiorano la situazione
Non sono "vietati" in assoluto, ma in un periodo di gonfiore vale la pena osservarne l'effetto: legumi non ben cotti o non decorticati, bevande gassate, cavoli e broccoli crudi in grandi quantità, dolcificanti come sorbitolo e xilitolo, cibi molto ricchi di grassi fritti.
Cosa aiuta, in genere
Masticare lentamente riduce l'aria ingerita. Distribuire il cibo in pasti più piccoli e regolari aiuta la digestione rispetto a due pasti abbondanti. Le fibre solubili (avena, mele cotte, semi di lino macinati) tendono ad essere più tollerate delle fibre insolubili quando l'intestino è già irritato. Bere a sufficienza, lontano dai pasti principali, supporta la motilità intestinale.
Quando vale la pena chiedere aiuto
Se il gonfiore è persistente, si accompagna a dolore importante, cambi del transito o perdita di peso non voluta, è il caso di parlarne con un medico o un nutrizionista invece di aggiustare da soli la dieta a lungo termine — a volte dietro c'è un'intolleranza o una condizione che va indagata con attenzione.
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